147-2529

ROSINI Giovanni (Lucignano 1776 - Pisa 1855)

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Bella lettera autografa firmata, dat. Pisa 25 sett. 1849 del poeta, narratore e drammaturgo, professore di eloquenza all'università di Pisa (1904) diretta alla nobildonna Clementina Mongardi Carnevali, nella quale esprime un giudizio critico sulla condotta del sacerdote e letterato Carlo Emanuele Muzzarelli (1797-1856), presidente del consiglio dei ministri dello Stato Pontificio durante la Repubblica romana del 1849. "come mai un uomo di buon senso, com'è sempre stato riguardato, poteva sognare non che immaginare, che l'Europa Cattolica potesse sopportare il Pontefice cacciato da suo Seggio? Non sapeva egli che contro Pio VII si era rotto le corna Napoleone stesso? Poteva cadere in testa d'un uomo sano, che i Principi anco Protestanti volessero sopportare la R. Romana cominciata dall'assassinio d'uno degli uomini più benemeriti della gloria italiana, qual era il Rossi...". Due pp. in-8. Piegatura. A seguito degli avvenimenti che diedero poi inizio alla Repubblica Romana, seguiti all'assassinio di Pellegrino Rossi, Muzzarelli fu nominato Primo Ministro il 16 novembre 1848. Il 24 novembre 1848 Pio IX abbandonò la città per Gaeta e lasciò il governo nelle mani di Muzzarelli, come Presidente del Consiglio dei Ministri. Muzzarelli fu quindi stigmatizzato come "rivoluzionario" dai quegli ecclesiastici e nobili che abbandonarono Roma per unirsi al papa nel Regno delle Due Sicilie. Con la formazione del nuovo governo della Repubblica romana, dopo un'elezione in cui il papa dal suo esilio aveva proclamato il voto un atto di sacrilegio, a Muzzarelli fu chiesto di conservare la sua posizione. Quando le forze francesi riconquistarono Roma a nome del papa alla fine di giugno, Muzzarelli fu obbligato a ritirarsi prima in Toscana, poi in Corsica e infine a Genova. 

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