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PIATTI Antonio (Viggiù 1875 - ivi 1962)

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Figlio d'arte (il padre Domenico era un apprezzato scultore e marmista), a dodici anni entrò nella bottega paterna deciso a seguirne le orme e successivamente presso lo studio dello scultore torinese Leonardo Bistolfi. Pittore rinomato presso la borghesia dell'epoca, si dedicò particolarmente al ritratto ed alle scene intimiste dalle intonazioni sentimentali. Tra il 1905 e il 1906 si stabilì a Roma, ospite alla Villa Cardelli in via Nomentana. Nella capitale fu ben accolto dalla regina Margherita (che visitò il suo studio e in seguito confermò il favore nei suoi confronti acquistando alcune sue tele) e da papa Pio X. Nell'arco della sua vita ebbe modo di esporre a svariate rassegne nazionali, soprattutto a Roma, Venezia e Milano, e internazionali come Basilea, Monaco, Buenos Aires (1910, con Malia), Barcellona (1911, con Fremiti), Amsterdam (1912, con Specchio d'amore). Rigo autografo firmato, vergato su passepartout sul quale è applicata riproduzione fotografica (cm 12,5x14,5) di un dipinto realizzato per il Concorso Canonica del 1902 - Esposizione di Brera. Al margine inferiore è presente una citazione (di altra mano), tratta da una poesia di Carducci tit. 'Pe' 'l chiarone da Civitavecchia'.

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