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GALEFFI Pietro Francesco Cardinale (Cesena 1770 - Roma 1837)

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Creato cardinale presbitero nel concistoro dell'11 luglio 1803, il 14 luglio di quello stesso anno ricevette la berretta cardinalizia ed il titolo di San Bartolomeo all'Isola, il 26 settembre. Abate Commendatario del monastero dei Santi Benedetto e Scolastica di Subiaco dal 26 settembre 1803, divenne protettore dell'Ordine dei Chierici regolari Caracciolini dal 22 giugno 1805. Fu uno dei quattordici cardinali espulsi da Roma il 23 marzo 1808 su pressione delle autorità francesi che occupavano la città. Catturato dai napoleonici e portato in Francia nel 1809 dopo la deposizione di Pio VII, fu uno dei tredici "cardinali neri" (ai quali l'imperatore Napoleone Bonaparte proibì di indossare l'abito cardinalizio per essersi rifiutati di partecipare al matrimonio tra Napoleone e l'arciduchessa Maria Luisa d'Austria il 2 aprile 1810); per ordine dell'imperatore, inoltre, egli venne relegato in esilio a Sedan nel 1810 per poi essere spostato successivamente a Charleville assieme al cardinale Ferdinando Maria Saluzzo, sino alla firma del concordato di Fontainebleau da parte di Pio VII il 25 gennaio 1813. Il 6 maggio 1820 Galeffi fu nominato Arciprete della Basilica di San Pietro in Vaticano ed il 29 maggio di quello stesso anno optò per l'ordine dei vescovi ottenendo il titolo della sede suburbicaria di Albano. Firma autografa "Cardinalis Albanus" su documento membranaceo cm. 42x19, (breve apostolico con intestazione 'Leo pp. XII'), datato die VII Maii MDCCCXXIV. "seu quibus celebratum fuerit perinde suffragetur ac si ad altare privilegiatum fuisset celebratum auctoritate Apostolica tenore praesentium concedimus, et indulgemus...".

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