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GORI Gino (Roma 1876 - Sant'Ilario Ligure 1952)

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Lettera dattiloscritta, con firma autografa, datata Roma 10 Febbraio 1913 del poeta, romanziere e filosofo, critico militante e studioso di teatro, indirizzata, con ogni probabilità, al direttore di una casa editrice, al quale sottopone un questionario. "Certo voi converrete con me, che le Case Editrici, che a prima vista possono essenzialmente sembrare soltanto dei grandi mezzi industriali, sono invece di fatto i grandi vagli da cui esce e si diffonde il pensiero della Nazione ed in gran parte gli arbitri del momento intellettuale e morale del Paese. Di fronte a queste imponenti funzioni esercitate dalle Case editrici ho sentito la necessità di rivolgermi a ciascuna di esse fra le più importanti per sapere: 1¬∞. qualche accenno relativo: a) Alla loro organizzazione nelle principali Collezioni Librarie di cui si fregiano. b) Alla storia ed alla vita loro. c) Ai maggiori scrittori che han loro fornito i materiali artistici...". Due pagine in-4, su bifolio int. I risultati dell'indagine saranno pubblicati l'anno successivo nel vol. Il mantello di Arlecchino (Roma, 1914).