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MAFFEI Andrea (Molina di Ledro 1798 - Milano 1885) View larger

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MAFFEI Andrea (Molina di Ledro 1798 - Milano 1885)

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Tre interessanti lettere autografe firmate, risalenti all'arco cronologico 1876-1878, dell'illustre letterato e librettista autore de I Masnadieri (posti in musica da Giuseppe Verdi nel 1847) dirette al letterato Camillo Tommasi. Nella prima, dat. 21 7bre 1876, scrive relativamente ad alcune lettere inedite di uomini illustri richiestegli dall'amico per una pubblicazione. "e lettere inedite, fuor che una del Giusti, una o due del Carrer, e parecchie del Niccolini, non ne trovai. Quella del Giusti, importante perché autografa, non è tale pel contenuto, come le altre a me dirette e pubblicate nel suo epistolario; quelle del Niccolini parlano di persone e di cose da non potersi pubblicare, e le più notevoli vennero dal Vannucci inserite nella biografia del poeta...". 1 p. in-8. Nella seconda, datata 17 feb. 1878, si rammarica di non aver ricevuto alcun componimento poetico dall'amico: "Graditissima mi fu la vostra lettera e così mi sarebbero stati i vostri versi, ma il tempo o la volontà vi è mancato per comporli; eppure quel doppio gentile argomento doveva ispirarvi graziosissime immagini. Ma l'ufficio è un grande avversario della poesia, e chi sa far conti volga le spalle alla Musa...". 1 p. in-8. Infine nella terza, molto interessante, datata Firenze 27 febbr. 1878 comunica le proprie impressioni circa un testo scritto dal Tommasi su Massimo d'Azeglio. "Ho letto con attenzione le vostre parole su Massimo d'Azeglio: è un buon estratto de' suoi Ricordi scritto con semplicità ma con acume di giudizio. Io però ch'ebbi la fortuna di conoscere il grand'uomo negli anni 1843 e seguenti fino al 1847, e che onorò sovente in Milano casa mia, non vi consento certe frasi...". "mi sono a volte trovato con lui nella villa degli amici comuni Conti di Belgiojoso, ove ci rallegrava on discorsi piacevoli e col canto, perché amava grandemente la musica; anzi sovvienemi come un dì mi disse: 'Ho scritto un melodramma, v'ho poste le note, potrei cantarlo e dipingere gli scenari analoghi'. Trovo anche una contraddizione in quel vostro giudizio che non ebbe studi profondi di lingua...". Tommasi aveva pubblicato in quei giorni il volume Lettere inedite di Massimo d'Azeglio a suo genero Matteo Ricci, pubblicate e annotate da Camillo Tommasi (Milano, Paolo Carrara Editore Librajo, 1878). Per un totale di 4 pp. in-8.

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