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ALBANI Felice (Milano 1852 - Roma 1928) Visualizza ingrandito

ALBANI Felice (Milano 1852 - Roma 1928)

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Interessante carteggio costituito da otto lettere autografe firmate (dat. 1895-1908) del mazziniano, giornalista e studioso di problemi sociali dirette all'Avvocato Giuseppe Leti di cui una scritta dal carcere. Albani fu uno dei principali rappresentanti del repubblicanesimo italiano. Membro della massoneria e legato alla carboneria venne coinvolto nel grande ""complotto"" repubblicano del 1885, fu arrestato, processato ed assolto, essendosi le accuse in gran parte dimostrate frutto di una montatura poliziesca. Nella lettera datata 14/9/1894 dal Carcere di Roma scrive ""abbia le più sentite grazie per versamenti di L. 20 fattomi a nome dell'amico GB Baffoni di Fermo. E grazie ancora per le cortesi parole della sua gentilissima missiva. siamo d'accordo non ne dubiti!"". Una pagina in-4 su carta int. del penitenziario romano. Le altre lettere trattano di argomenti amministrativi, personali o legati alla gestione delle pubblicazioni di cui Albani fece parte (Il futuro sociale, Il dovere, L'idea nazionale, L'emancipazione). In alcuni passi fa cenno alla alla moglie che, con lo pseudonimo ""Alina"" diresse il periodico femminile repubblicano Fede Nuova. Due lettere sono su cart. postali viaggiate; una (Roma 12-8-1908) è illustrata con l'immagine di Mazzini. Al carteggio è acclusa una lettera autografa firmata della moglie Adele Tondi, ""Alina"", giornalista e scrittrice dat. Roma 24 luglio 1915 su carta int. della rivista femminile repubblicana Fede Nuova.

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